LAOS

MUANG LA, OASI DI PACE E MINORANZE ETNICHE

LAOS

DA EURO 3.600,00

Informazioni generali

 

 

IL TUO VIAGGIO MUANG LA, OASI DI PACE E MINORANZE ETNICHE LAOS
Questo viaggio ha lo scopo di cogliere l’essenza del Laos che, fin dal primo approccio, coinvolge e rende partecipe il viaggiatore Si inizia con la meravigliosa ed ammaliante Luang Prabang, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una “magia” che inizia all’alba, al levar del sole quando la bruma inizia a dissolversi lasciando intravedere la sommità dei monti e delle colline circostanti ed una silenziosa e lunga fila di monaci lascia le pagode e si riversa nelle strade per la questua quotidiana e che continua anche dopo che i monaci si sono ritirati.. Si continua con il dolce scorrere del fiume Nam Ou che ad ogni ansa stupirà per i meravigliosi scorci che ci permette di scoprire, che ci condurrà in villaggi remoti dove la modernità è tuttora e fortunatamente sconosciuta e si entrerà in contatto con i gruppi etnici che vivono nella regione. Per meglio essere in sintonia con i luoghi che andiamo a scoprire pernotteremo a Luang Prabang in una residenza, un tempo dimora del Principe Souvanna Phouma, ed a Muang La in un’oasi di pace dove la mente ed il corpo si potranno rigenerare.

Questo viaggio ha lo scopo di cogliere l’essenza del Laos che, fin dal primo approccio, coinvolge e rende partecipe il viaggiatore. 
Si inizia con la meravigliosa ed ammaliante Luang Prabang, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Una ”magia” che inizia all’alba, al levar del sole quando la bruma inizia a dissolversi lasciando intravedere la sommità dei monti e delle colline circostanti ed una silenziosa e lunga fila di monaci lascia le pagode e si riversa nelle strade per la questua quotidiana e che continua anche dopo che i monaci si sono ritirati.. 
 
Questo viaggio ha lo scopo di cogliere l’essenza del Laos che, fin dal primo approccio, coinvolge e rende partecipe il viaggiatore. 
Si inizia con la meravigliosa ed ammaliante Luang Prabang, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Una ”magia” che inizia all’alba, al levar del sole quando la bruma inizia a dissolversi lasciando intravedere la sommità dei monti e delle colline circostanti ed una silenziosa e lunga fila di monaci lascia le pagode e si riversa nelle strade per la questua quotidiana e che continua anche dopo che i monaci si sono ritirati.. 

1° giorno Volo Italia-Luang Prabang Partenza da Milano Malpensa con voli di linea per Luang Prabang via Bangkok. Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno Arrivo a Luang Prabang la capitale del Regno di Lan Xang, il primo grande Stato laotiano.

Arrivo all’aeroporto di Luang Prabang, l’antica capitale del Regno di Lan Xang, il primo grande Stato laotiano. Incontro con la guida locale parlante inglese e trasferimento in albergo. Sistemazione in camera superior all’ Hotel Villa Maly 4* www.villa-maly.com/ Pasti liberi.

Pernottamento in albergo. Pernottamento (Hotel Villa Maly ) Un’oasi, un tempo residenza della nobiltà, oggi un raffinato boutique hotel di lusso, immerso in un giardino tropicale. Le camere dall'eleganza sommessa e creativa dell’aristocrazia di un tempo e la meravigliosa posizione, in un enclave di vecchie case tradizionali, fanno di questo albergo il luogo ideale per vivere al meglio la permanenza a Luang Prabang. Lo stile "Art Deco" al Villa Maly si respira ovunque, con una miscela originale di arredi coloniali francesi e britannici. L'atmosfera è residenziale, come se fosse una villa privata. Da qui lo slogan di "dimora di charme", che rispecchia appieno l’eleganza unica di questo albergo.

3° giorno Visita della città: il Royal Palace Museum, il Wat Xiengthong ed il Monte Phousi. In serata si assisterà ad una cerimonia Basi

Dopo la prima colazione, di primo mattino, si sale sulla cima del Phousi, il “monte meraviglioso” per una piacevole esplorazione dei segreti dello stupa dorato e per godere la bellissima vista della città e del Mekong. Il luogo è diventato popolare come punto d’osservazione per ammirare l’alba e il tramonto. Ci sono diversi gradini da percorrere, ma la salita è adatta a chiunque e ci si può fermare diverse volte per vedere i templi lungo la strada o riposare sotto l’ombra degli alberi. Nelle vicinanze del Wat Chomsi, è possibile acquistare dei fiori da offrire o degli uccellini. Secondo i Laotiani infatti, liberare un uccellino in gabbia, porta fortuna e felicità. Il nostro giro della città prosegue con una visita al Royal Palace Museum (chiuso il martedì), che custodisce fra antichi tesori, il prezioso Phra Bang, Buddha khmer simbolo del “Regno di un milione di elefanti”, con un’altezza di 83 cm e un peso di 50 kg. La leggenda vuole che la statua sia stata fatta nel I secolo in Sri Lanka e in seguito donata al Re Khmer Phaya Sirichantha che la diede poi al Re Fa Ngum nel 1359. I Siamesi rubarono due volta l’immagine e la portarono in Tailandia, ma fu poi restituita definitivamente nel 1867. L’architettura dell’edificio è un misto di motivi lao tradizionali e di stile francese beaux art ed è stato pensato con una forma a doppia croce con l’entrata su un lato. Sopra l’entrata si trova un elefante a tre teste protetto da un parasole bianco, il simbolo della monarchia laotiana. I gradini all’entrata sono di marmo italiano. Una gran varietà di oggetti religiosi sono esposti nella sala principale. A seguire visiteremo il magnifico Wat Xiengthong con il particolare tetto, un esempio della classica architettura laotiana. Si visiterà inoltre il bellissimo Wat Mai e lo stupa di Wat Visoun. Subito dopo si visiterà l’Arts and Ethnology Centre per conoscere e meglio capire le minoranze etniche che vivono in Laos, i loro costumi, le loro tradizioni. L’ultima visita della giornata sarà la salita sulla Alla sera prenderemo parte ad una cerimonia tradizionale chiamata Basi. Il baci (scritto anche basi) è una cerimonia particolare che in Laos viene praticata da centinaia di anni. Generalmente viene indicata come “sou khuan” che significa “allacciare lo spirito” o “chiamare lo spirito”. Il rito prevede che strisce di cotone bianco vengano allacciate attorno ai polsi di qualcuno, mentre chi conduce la cerimonia augura il bene della persona per la quale il baci viene fatto. In Laos si crede che l’essere umano sia composto da 32 organi, ognuno dei quali possiede un proprio spirito o khuan (parola laotiana che indica appunto uno spirito) che lo protegge. Questi spiriti spesso vagano all’esterno del corpo causando squilibri dell’anima, con il pericolo che sorgano malattie. L’allaccio delle strisce bianche riunirebbe i 32 spiriti del corpo, ristabilendo l’armonia e portando allo stesso tempo fortuna e prosperità. Il baci viene tenuto in numerose occasioni durante l’anno. Può essere celebrato ogni giorno della settimana, a patto che sia un giorno fausto secondo il calendario lunare. Questo calendario è ben conosciuto MUANG LA, OASI DI PACE E MINORANZE ETNICHE | 9 dagli anziani, dai vecchi monaci, oppure da ex-religiosi. La cerimonia può svolgersi sia in caso di ricorrenze tristi che gioiose. Pernottamento in albergo.

4° giorno Intera giornata al Shangri-Lao Explorer Camp.

Dopo la colazione, partenza con minivan privato per lo “Shangri-Lao Explorer Camp”, 15 km da Luang Prabang. La fine del 19 secolo era un periodo nel quale l’Indocina è stata toccata da diverse spedizioni. Nel settembre del 1882 un francese, il Dr. P. Neis fu mandato dal Ministero della Pubblica Istruzione Francese in una missione scientifica per studiare l’etnia dei Moi che vivevano in una delle prime colonie francesi, chiamata ‘Cochinchina’. Al suo arrivo a Singapore, il dr. Neis ricevette una lettera dal governatore della Cochinchina che gli diceva che era interesse politicamente vitale scoprire cosa stava succedendo nei territori tra Luang Prabang e Tonkino, a causa dei problemi scoppiati tra i soldati Francesi e i banditi Haw Cinesi. Il Dr. Neis quindi risalì il Mekong il 23 dicembre 1882, da Kratie, vicino a Phnom Phen. Egli trascorse anche un periodo di otto mesi a Luang Prabang e utilizzò questo periodo per esplorare l’area attorno alla città incluso il fiume Nam Khan fino al villaggio di Xieng Ngeun. Lo Shangri-Lao Classic Explorer Camp è situato a 3 km dal villaggio di Xieng Lom e si ritiene che sia lo stesso luogo scelto dal Dr. Neis per installare il suo campo nel 1883. All’arrivo, giro orientativo del campo ed introduzione alla conoscenza degli elefanti. La vostra esperienza al campo inizierà con l’attraversamento del fiume continuando per un’ora e mezza attraverso la foresta di teak, la giungla e passando per le colline fino a raggiungere la valle protetta di Huay Sae. Lungo il percorso sarà possibile fermarsi per ammirare lo spettacolare panorama della vallata del fiume Nam Khan. Giunti alla Huay Sae Valley si lasceranno gli elefanti per rilassarsi nella giungla e gustare un ottimo pranzo della cucina laotiana nei pressi delle cascate (secondo il livello dell’acqua sarà possibile rinfrescarsi con un bagno nelle piscine naturali). Si continuerà per un’ora e mezza per una passeggiata-trekking lungo il meraviglioso ruscello Huay Sae, attraversando ponti sospesi di bamboo immergendosi nella fitta giungla per meglio conoscere questo importante ecosistema. Lasciato il sentiero e la vallata, il vostro bagaglio sarà trasportato dai tradizionali cavalli della tribù Hmong. Questi piccoli cavalli-portatori vi accompagneranno per gli ultimi 30 minuti di trekking attraverso campi coltivati, piantagioni e foresta di Teak. Ammirerete il panorama mozzafiato delle montagne circostanti mentre la vostra guida vi parlerà delle colture locali e dei metodi di coltivazione. E per terminare rientro al campo scendendo il fiume Nam Khan a bordo di una lussuosa zattera di bamboo ammirando i villaggi tradizionali e le attività dei locali lungo il fiume. La discesa sarà molto lenta e rilassante. Verso le 16.30-17-00 partenza dal campo per Luang Prabang con minivan riservato. Pranzo al villaggio degli elefanti. Pernottamento in hotel.

5° giorno Di prima mattina si assisterà al Tak Bat. Visita quindi ad un'azienda agricola Bio ed alle cascate Khuang Si

La mattina presto prendiamo parte al Tak Bat o questua dei monaci, ovvero un rituale Buddista antichissimo che ancora oggi in Luang Prabang è molto seguito dai locali. Con il levar del sole centinaia di monaci, nelle loro tradizionali tuniche arancioni, escono dai loro monasteri scalzi ed in fila indiana per raccogliere le offerte dei fedeli, che li attendono lungo il percorso. Le offerte sono in forma di riso e sono poste su di un vassoio di metallo che i monaci hanno con sé. Questo semplice gesto racconta moltissimo del Laos, racchiudendo molti degli elementi caratteristici di questo paese, vale a dire i monaci, i fedeli in paziente attesa inginocchiati o seduti per terra ed il riso, vero e proprio spirito vitale di tutto il Sud-Est asiatico. Il riso che viene offerto ai monaci è perlopiù glutinoso, anche se a volte vengono donati altri cibi come frutta o biscotti. L’importanza del porre il riso sul vassoio non è solo simbolica, un patto che viene sancito, ma anche molto pratica dato che i monaci nel corso della giornata si nutrono di quello che hanno ricevuto in offerta dai fedeli. Al termine, trasferimento in auto in un’azienda agricola Bio dove sarete accolti da una guida locale specializzata. Si avrà la possibilità di interagire e sperimentare ogni fase della raccolta del riso e come sono creati i vari utensili. La visita terminerà con l’assaggio dei prodotti derivati dal riso. Ci sarà modo di apprezzare i Lao che ancora oggi raccolgono il riso senza utilizzare alcun macchinario moderno. Al termine proseguiremo per le bellissime cascate di Khuang Si, dove sarà possibile rinfrescarsi o nuotare in una delle piscine naturali o passeggiare lungo i sentieri della foresta circostante. Nei pressi della cascata è anche possibile visitare il Bear Rescue Centre ovvero un’organizzazione che protegge un particolare esemplare di orso Asiatico. Sulla strada del ritorno sosta presso Ock Pop Tok dove ci sarà spiegato il sistema tradizionale della lavorazione della seta. Pranzo pic-nic alle cascate. Pernottamento in hotel a Luang Prabang.

 Pernottamento (Hotel Villa Maly ) Un’oasi, un tempo residenza della nobiltà, oggi un raffinato boutique hotel di lusso, immerso in un giardino tropicale. Le camere dall'eleganza sommessa e creativa dell’aristocrazia di un tempo e la meravigliosa posizione, in un enclave di vecchie case tradizionali, fanno di questo albergo il luogo ideale per vivere al meglio la permanenza a Luang Prabang. Lo stile "Art Deco" al Villa Maly si respira ovunque, con una miscela originale di arredi coloniali francesi e britannici. L'atmosfera è residenziale, come se fosse una villa MUANG LA, OASI DI PACE E MINORANZE ETNICHE | 11 privata. Da qui lo slogan di "dimora di charme", che rispecchia appieno l’eleganza unica di questo albergo.

6° giorno Lasciata Luang Prabang ci dirigiamo verso Nord per raggiungere la cittadina di Muang La Subito dopo la prima colazione partenza verso Nord per raggiungere la cittadina di Muang La.

Nel primo tratto di questo meraviglioso percorso costeggeremo lo stupendo Nam Ou e dopo la pausa pranzo in un ristorante locale, proseguiamo per Pakmong. Il panorama cambia completamente. Questo tratto di strada è interessante dal punto di vista etnografico per i numerosi villaggi di minoranze etniche che si trovano in quest’area. Ne visiteremo alcuni di questi, tra cui Ban Xong Ja, un interessantissimo villaggio Hmong. Sono un gruppo etnico asiatico che vive principalmente nelle regioni montane della Cina del sud (in particolare nella provincia del Guizhou) e nelle regioni del sudest asiatico (Vietnam, Laos, Birmania e Thailandia del Nord). L'origine dei hmong va molto indietro nel tempo, forse fino all'ultima era glaciale. Le prime tracce della loro cultura sono conservate nelle storie che si tramandano oralmente e nei rituali funebri. Nelle tradizioni orali, la leggenda racconta che i primi hmong provennero da un luogo estremamente freddo, dove era buio per sei mesi e luce per gli altri sei. A quel tempo i hmong credevano che il loro territorio fosse tutto il mondo conosciuto di allora e oltre le steppe di confine non vi fosse nulla. Un giorno un cacciatore e il suo cane si impegnarono in battute di caccia per molti giorni disprezzando il pericolo e le bufere di neve che rendevano difficoltoso il viaggio. Fu così che il cacciatore attraversò tutta la Siberia e si trovò nel cuore dell'odierna Cina, dove diede vita alla stirpe hmong. Una seconda ipotesi che descrive il luogo di provenienza viene dai loro rituali funebri, secondo i quali il defunto si ricongiunge con i suoi antenati. Credono che gli antenati abbiano lasciato questo mondo e siano ritornati alla terra di origine che è, ancora una volta, un luogo estremamente freddo. Le descrizioni fornite da questo rituale funebre portano a pensare che le terre di origine dei hmong siano zone di alta latitudine come ad esempio la Siberia, il nord della Mongolia e gli angoli più a nord del territorio cinese. Le evidenze genetiche e linguistiche suggeriscono che i gruppi etnici vissuti nei secoli scorsi ad est e a sud-est dell'Asia trovino le loro tracce ancestrali nelle steppe siberiane. Anche il Tibet può essere considerato uno dei luoghi di origine della stirpe hmong, descritti come zone fredde con neve e ghiaccio (probabilmente erano ancora più freddi durante l'ultima era glaciale), ma le zone dell'Asia troppo a sud non sembrano rispecchiare le varie leggende hmong, nelle quali il sole sorgeva per sei mesi all'anno mentre per gli altri sei vi era il buio. Caratteristica tipica delle terre a nord della Siberia. Nel 1960, durante la guerra civile laotiana, conosciuta anche come "guerra segreta", molti hmong furono reclutati dalla CIA statunitense in un piano generale di difesa del Laos contro gli attacchi dell'esercito Nord-Vietnamita e dei loro alleati del Pathet Lao. Alla fine del conflitto, che si concluse con il trionfo del Pathet Lao, gli oltre 30.000 Hmong che avevano aiutato gli americani furono considerati dei traditori dal governo ed insieme a migliaia di altri connazionali, per non essere sterminati, lasciarono in massa il paese. Si stima che tra il 1975 ed il 1982, furono 53.700 i hmong ed i rappresentanti di altre etnie che ottennero asilo politico negli Stati Uniti, dove si è così formata una grossa comunità hmong. Arrivo a Muang La nel tardo pomeriggio e sistemazione al Muang La Resort. Cena e pernottamento in hotel.

7° giorno Incontro con le minoranze etniche Ikhor e Hmong (45 minuti di cammino)

L’escursione di oggi ci porterà alla visita di alcuni villaggi di due tipiche minoranze etniche Laotiane, ovvero gli Ikhor ed i Hmong. Il percorso in 4x4 ci porterà attraverso uno stupendo paesaggio, saliremo fino a circa 1000 metri di altezza dove si godrà di una vista memorabile di tutta l’area circostante. La prima sosta sarà presso un bellissimo villaggio Ikhor completamente isolato dalla “civilizzazione”. L’etnia degli Ikhor ha radici in Yunnan e Tibet ed è una delle poche etnie a non essere stata influenzata dalla modernità. Gli Ikhor o Akha sono un gruppo etnico di lingua tibeto-birmana che arrivò in Laos nella metà del 19 secolo. La vita Akha è caratterizzata da un codice rituale ed etico che gli fornisce delle linee guida molto severe riguardo a come vivere le loro vite – questo è chiamato a volte “Akha Way”. Non include solo tutte le tradizioni, cerimonie o leggi consuetudinarie, ma determina anche come devono coltivare i loro campi, cacciare gli animali, come si devono affrontare le malattie e il modo in cui devono relazionarsi tra di loro e con gli altri. Hanno una conoscenza sorprendente della foresta e dell’agricoltura rotatoria e molti villaggi sono ancora situati sulle montagne. Le donne Akha sono facilmente riconoscibili dal costume che indossano che consiste di una minigonna e di un corpetto di cotone neri e di una giacchina decorata con ricami e applicazioni e in testa portano un copricapo elaborato.

Subito dopo il pranzo (pic-nic) andremo a visitare il villaggio Hmong di Ban Tauser che si trova a 45 minuti di cammino dal precedente villaggio. Il tragitto che ci condurrà a questo villaggio è unico, disseminato di tantissimi belvedere dove è possibile scattare fotografie eccezionali. Rientro al Muang La Resort nel pomeriggio. Cena e pernottamento al Muang La Resort. Pernottamento (Muang La Resort )

8° giorno A bordo di una barca che discende lungo il fiume Nam Ou, si raggiunge il pittoresco villaggio di pescatori di Nong Khiaw

Questa mattina subito dopo colazione ci trasferiamo con un minivan fino alla cittadina di Muang Khua per salire a bordo di una barca e discendere lungo lo scenografico fiume Nam Ou, fino a raggiungere il pittoresco villaggio di pescatori di Nong Khiaw. Lungo la discesa ci fermiamo in diversi villaggi rurali tra cui il villaggio Khmu di Ban Sob Jaem accessibile solo in barca. Si giungerà a Nong Khiaw nel pomeriggio e per chi lo desidera si potranno noleggiare delle biciclette per ammirare lo scenario offerto da questa stupenda cittadina che ha la fortuna di avere una delle attrazioni naturali più spettacoli del Nord del Laos: alte montagne calcaree che si “tuffano” nel fiume, uno spettacolo mozzafiato. Pranzo in ristorante locale e cena e pernottamento al Mandala Ou Resort www.mandala-ou.com Pernottamento (Mandala Ou ) Nuovo resort con 10 bungalow, spaziosi e confortevoli, che rispecchia lo stile tradizionale Lao ed i criteri più moderni. Costruito in alto sulle rive del pittoresco fiume Ou offre una spettacolare veduta del tramonto sulla foresta e sulle montagne calcaree di Nong Khiaw.

9° giorno La navigazione continua fino a Luang Prabang con sosta alle grotte di Pak Ou

Dopo la prima colazione si rientrerà a Luang Prabang. Lungo il percorso sosta al villaggio di Pak-Ou che si trova alla bocca del fiume Nam Ou River, per visitare le grotte di Pak Ou "La Grotta dei 1000 Buddha". Ci fermeremo inoltre in alcuni villaggi per ammirare lo scenario offerto dalle grotte calcaree che vi lasceranno senza fiato. Si continuerà il viaggio navigando sul Mekong fino ad arrivare a Luang Prabang ovvero uno dei patrimoni culturali dell’Umanità, sotto la protezione dell’UNESCO. Pasti liberi e pernottamento a Villa Maly.

Pernottamento (Hotel Villa Maly ) Un’oasi, un tempo residenza della nobiltà, oggi un raffinato boutique hotel di lusso, immerso in un giardino tropicale. Le camere dall'eleganza sommessa e creativa dell’aristocrazia di un tempo e la meravigliosa posizione, in un enclave di vecchie case tradizionali, fanno di questo albergo il luogo ideale per vivere al meglio la permanenza a Luang Prabang. Lo stile "Art Deco" al Villa Maly si respira ovunque, con una miscela originale di arredi coloniali francesi e britannici. L'atmosfera è residenziale, come se fosse una villa privata. Da qui lo slogan di "dimora di charme", che rispecchia appieno l’eleganza unica di questo albergo.

10° giorno Volo per Milano via Bangkok Prima colazione in albergo. Mattina libera e nel primo pomeriggio, trasferimento in aeroporto e partenza per Milano via Bangkok. Pasti liberi e pernottamento a bordo.

 11° giorno Arrivo a Milano Malpensa Partenza per Milano Malpensa dopo la mezzanotte con volo Thai diretto. Pernottamento a bordo. Arrivo a Milano Malpensa di prima mattina.

PRIMA DELLA PARTENZA BENE A SAPERSI

  • Per questioni operative o di forza maggiore l’itinerario e gli hotel potrebbero subire variazioni.
  • L’ordine delle visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per motivi di opportunità contingenti, senza compromettere le peculiarità del viaggio.
  • I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/livello del Mekong/soste fotografiche richieste dal gruppo.
  • Nel corso del tour è prevista una breve camminata/trekking di 45 minuti per permettere di avvicinare le minoranze etniche Hmong di Ban Tauser
  • E’ importante sottolineare che le guide del Laos, sebbene molto gentili e disponibili, non possono essere paragonate per conoscenza della lingua straniera, professionalità e preparazione culturale alle guide locali che si trovano in altri Paesi asiatici.
  • Le visite ai templi si effettuano senza scarpe (consigliato munirsi di un paio di calzini).
  • Nel Laos sono presenti due stagioni determinate dai monsoni. La stagione secca va da inizio novembre a marzo e costituisce il periodo migliore per visitare il paese grazie al caldo sopportabile durante il giorno e a notti relativamente fresche, cielo terso e limpido, tranne al nord e nelle valli dove rimane abbastanza nuvoloso. Il mese di aprile è il più caldo dell’anno. La stagione delle piogge inizia a maggio e si protrae fino a metà ottobre con forti rovesci ed elevato tasso di umidità.

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02.89.12.71.66 info@travexviaggi.it